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  • Richiesta incontro urgente con il neo Presidente Nello Musumeci
    di Segreteria Generale - (14 novembre 2017 in Comunicati)

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  • 7 risposte a “Richiesta incontro urgente con il neo Presidente Nello Musumeci”

    1. Ilde Scaglione scrive:

      Questa è molto più di una lettera di richiesta di incontro e ha una sua precisa connotazione politica che non è la mia e ritengo non sia quella di molti di noi. Mi auguro. Non mi rappresenta affatto. Prendo atto della svolta che il sindacato indica voler effettuare al fianco di una cosi”onorevole persona” e mi dissocio profondamente dall’entusiastica esaltazione “per il brillante risultato finalmente conseguito”. Io esco dai Cobas e invito a farlo tutti i compagni che la pensano come me e che come me hanno provato un forte disagio, stupore e disgusto nel leggere la lettera qui riportata.

      • Marcello Minio scrive:

        Gentile Ilde,
        siamo dispiaciuti che la finalità della nota al neo presidente si possa essere prestata a interpretazioni lungi dalle nostre intenzioni.
        Sono ormai quasi 20 anni che il nostro sindacato dimostra, in tutti i modi, di attaccare a testa bassa chiunque si metta contro la nostra categoria e non sarà certo Musumeci, qualora non ci consenta un immediato incasso di quello richiesto nella stessa nota, a fare eccezione a ciò.
        Quello che abbiamo voluto esplicitare è una apertura di credito al neo eletto, con un linguaggio formale da Segretari generali del più grande sindacato al nuovo Presidente della Regione; linguaggio che abbiamo usato anche con i precedenti presidenti (anzi Lombardo e Cuffaro furono pure invitati alle nostre conventions). Ciò, ovviamente, non vuole dire che, un minuto dopo, appurata la volontà del neo eletto a non volere ascoltare le nostre istanze, lo stesso verrà attaccato con pari determinazione alla stregua dei suoi, tristemente noti, predecessori. Peraltro la nota riporta chiaramente e (in maiuscolo) che la nostra sigla non ha alcuna collocazione politica. Nessun’altra finalità, quindi, se non quella di esigere i nostri diritti e i fatti lo dimostreranno sia nel bene che nel male.
        Cari saluti,
        Marcello Minio

    2. Ilde Scaglione scrive:

      Le parole hanno un significato preciso, non voglio fare l’analisi del testo ma nella premessa viene espresso un giudizio entusiasta sul risultato elettorale. Mi sarei aspettata una nota di benvenuto neutra al fine di cercare l’ovvia interlocuzione con il governo proprio perchè il sindacato NON DEVE AVERE ALCUNA COLLOCAZIONE POLITICA questa invece è una lettera schierata. Non è vero che è dello stesso tenore delle precedenti note inviate ad altri Presidenti, pubblicale e le confrontiamo. Voi parlate a mio nome? No Marcello, né a nome mio né a nome di tutti gli amici con cui in queste ore mi sono confrontata. Proprio perchè Segretari di quello che tu stesso definisci il più grande Sindacato non potete permettervi una così grossolana “caduta di stile”. Penso che dovreste riflettere sulle motivazioni che hanno condotto a questo errore e trovare i mezzi per porvi rimedio. E soprattutto renderne conto a noi iscritti.

    3. emilia martorana scrive:

      Per anni sono stata iscritta ad un sindacato non schierato politicamente, oggi improvvisamente tutto cambia e mi pongo la domanda “cosa c’entro io con chi si rivolge con tanta appassionata riverenza ad un presidente di regione appena eletto”… E non importa se di destra o di centro o di sinistra, chi non è schierato si limita ad un asettico augurio di buon lavoro e stop.
      Non aggiungo altro, resto in attesa di risposte idonee.

    4. Carmelo Piparo scrive:

      Gentile Marcello,
      come ho già avuto modo di dire in altra chat aziendale per esprimere lo stesso disappunto di Ilde, la nota inviata al neo presidente riporta, nelle premesse, toni e contenuti precisi, a mio avviso del tutto fuori luogo ed inaccettabili.
      I Segretari Generali del mio Sindacato, proprio per il ruolo che ricoprono, non possono assolutamente permettersi di esprimersi nei termini usati e rappresentare anche a nome mio, e di tanti altri, simili giudizi politici sul nuovo assetto politico.
      Perché è chiaramente un giudizio politico – inutile nasconderlo e minimizzare oggi – quello di considerare il risultato elettorale di Musumeci come FINALMENTE brillantemente conseguito poichè “con nostro (vostro!!) disappunto, indefinibili logiche di partito SCIPPARONO alla Sua Onorevole persona una vittoria annunciata, regalando alla Sicilia ulteriori cinque anni di razzie, sfacelo e disperazione”…. Pensate forse che se al posto della dissennata, dannosa e disgraziatissima presidenza Crocetta avessimo avuto già da allora una Presidenza Musumeci oggi staremmo molto meglio?
      Non è che si fa finta di dimenticare che i precedenti governi, Cuffaro prima e Lombardo dopo, hanno vissuto grazie ad una maggioranza parlamentare di cui il partito del nostro neo presidente era espressione e parte integrante?? (senza voler aggiungere che oggi è pure alleato di un certo Salvini di cui si conosce bene il pensiero sulla Sicilia, i siciliani e il meridione…).
      Perché non riconoscere che queste premesse sono state un grave errore, un vero infortunio?
      Detto questo, non posso però non dire anche che i Segretari Generali di un grande sindacato come il nostro non possono permettersi il lusso di incorrere in tali errori di misura, toni e contenuti (nella considerazione fra l’altro che uno dei due fa professione di giornalismo e sa quindi che le parole e i toni usati hanno sempre un loro grande valore specifico…), a meno che tali toni e contenuti siano invece frutto di pensiero ponderato, nel qual caso, mio malgrado, potrei/dovrei cominciare a riconsiderare l’opportunità di continuare a rimanere iscritto a quello che fino ad oggi ho sempre considerato il mio sindacato.
      Carissimi saluti
      Carmelo Piparo

    5. Dario Matranga scrive:

      L’entusiasmo di esserci liberati da cinque anni di “disastro-Crocetta” sicuramente ci ha indotti a scrivere una lettera che si può prestare a chiavi di lettura che, in realtà, non ci appartengono.
      Io stesso sono sempre stato “di sinistra” e rileggendola mi rendo conto che, forse, siamo andati oltre le nostre stesse reali intenzioni lasciando spazio a interpretazioni improprie su eventuali appartenenze. Non ci resta che riconoscere questa circostanza: se si commettono errori di comunicazione bisogna saperlo riconoscere verso chi si sente ferito dalle parole fuori le righe. E questo mi sento di fare anche a nome di Marcello, poiché le ragioni che ci legano nelle battaglie sindacali della nostra storia e che ci aspettano anche per questa legislatura in favore dei lavoratori regionali sono sicuramente più forti di ogni altra cosa. Ribadisco, quindi, anche io che nessuna finalità diversa va cercata nella nota se non quella di riaprire un ragionamento in favore dei lavoratori dopo 5 anni di persecuzioni demagogiche.
      Dario Matranga

    6. Benedetto Mineo scrive:

      Ma quale collocazione politica.
      Peccato che non si possano pubblicare gli screenshot del gruppo whatsapp “segreteria regionale” per mostrare la goliardia quasi calcistica con la quale ci siamo presi in giro tutti coloro che, in occasione delle elezioni, si erano dichiarati per questo o per quell’altro candidato. Grillini contro Musumeciani, autonomisti di La Rosa contro Micariani o sinistra di Fava pubblicando gli articoli sulle gaffe di Cancelleri o sul problema liste pulite di Musumeci.
      Mi pare che si stia dando alla nota un peso che non ha e non può avere per la nostra storia sindacale.
      Col senno del poi, chi mi ha visto esultare dopo le dimissioni di Berlusconi e l’incarico a Monti (ricordate la Fornero?) magari oggi mi prenderebbe a calci.
      Ho letto e riletto la nota il cui senso è certamente che senza i 5 anni di Crocetta, commissariato da Renzi con Baccei e con un altro presidente, probabilmente non avremmo avuto il taglio della pensione con effetto retroattivo, probabilmente chi fruisce della 104 conteggiata a ore non si vedrebbe decurtare una parte consistente dello stipendio. Probabilmente, per qualche mela marcia, non saremmo stati additati tutti come facenti parte del sistema “manciugghia”.
      Ricordate le conferenze stampa che annunciavano le deportazioni di massa?
      Sicuramente, memori di ciò siamo andati oltre le nostre stesse reali intenzioni lasciando spazio a interpretazioni improprie.
      Concentriamoci, invece, su quelle che saranno le nostre rivendicazioni sindacali, pronti alla lotta nel caso in cui dovesse proseguire questa polica scellerata nei confronti del personale regionale.
      Benedetto Mineo

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