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  • Atto d’interpello all’Istruzione e Formazione? Ma le cose non stanno così!
    di Marcello Minio - (17 aprile 2014 in Ultimissime)

    17 aprile 2014 – Reclutamento esperti in comunicazione – richiesta di atto d’interpello n. 26112 del 31 marzo 2014 dell’Assessorato Istruzione e Formazione. Nessuna informazione ai dipendenti: è la solita manovra pre elettorale!

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  • Una risposta a “Atto d’interpello all’Istruzione e Formazione? Ma le cose non stanno così!”

    1. Savatore La Rosa scrive:

      Ecco il mio commento ad alcuni articoli usciti sulla stampa che reclamizzavano l’avviso pubblico per il reclutamento di privati senza titoli di studio predefiniti:”sono un dipendente dell’Regione Siciliana esperto in informatica per il web e in comunicazione pubblica, sociale ed istituzionale, laureato in tale branca, peraltro, con la votazione di 110/110 e lode. La base culturale conseguita mi permette di interagire su diversi piani professionali all’interno dei vari media. Tra l’esperienza maturata nell’ambito dell’comunicazione nell’Amministrazione credo che l’uso dei socialnetwork non sia stata quella più impegnativa. Ma tant’è che tale settore, probabilmente per il numero e la tipologia di pubblico che coinvolge, viene spesso ritenuto di forte richiamo nella comunicazione verso la pubblica opinione. Non a caso nel 2011, per avere attivato e amministrato gli account istituzionali di un Programma riguardante il FEASR sui principali social network (facebook, twitter, linkedin, youtube), sono stato invitato come relatore dell’Amministrazione ad un convegno internazionale. Comunque, come dicevo prima, sono ben altre le competenze possedute da un esperto in comunicazione proveniente da un impegnativo corso di studi universitari specificamente maturate all’interno di un’Amministrazione con dinamiche di lavoro che non sempre lo rendono agevole data anche la sua natura istituzionale rivolta alla cittadinanza la quale, spesso con piena ragione, non la vede di buon occhio.
      Questa premessa è stata necessaria per informare che, avendone titolo, ho risposto all’atto d’interpello del Dipartimento dell’Istruzione di cui parla nel suo articolo per rivestire il profilo professionale di “Coordinamento generale” e, in subordine si badi bene, di “Social Media”. La presentazione dell’istanza di adesione alla ricerca l’ho effettuata come richiesto, entro i termini di sette giorni e con le modalità vessatorie nei confronti dei dipendenti (raccomandata A/R del costo superiore a 5 euro), oltre che inusuali stabilite dall’atto stesso tendente, a mio avviso, ad escludere il più possibile ogni riscontro positivo; prova ne sia che l’a comunicazione “dell’appello” è rimasta oculatamente defilata, se non proprio oggetto di nascondimento. Infatti ad una semplice verifica potrà riscontrare che l’interpello del 21 marzo non è stato correttamente rivolto ai 16 mila dipendenti regionali essendo prevalentemente rimasto circoscritto all’interno del Dipartimento dell’Istruzione senza esperire i normali previsti percorsi di pubblicazione, nella bacheca istituzionale rappresentata dal sito internet del Dipartimento della Funzione Pubblica, previsti per questo tipo di atti.
      Ciò inficia sia l’affermazione: ” nessuno si è fatto avanti” , sia quella attribuita da Repubblica tramite virgolettato all’assessora Nelli Scialabra la quale, riguardo alla verifica della presenza della presenza di professionalità nel settore della comunicazione all’interno dell’Amministrazione regionale, esperita attraverso il citato atto d’interpello, erroneamente avrebbe affermato: “Non sono arrivate istanze…”.

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